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L’importanza di chiamarsi Ubuntu

Molti di voi conosceranno Ubuntu, software free di GNU/Linux; si contrappone spesso a Microsoft ed Apple, che producono invece programmi a pagamento.

Analogamente, l’editor di grafica digitale GIMP viene distribuito gratuitamente da GNU, e spesso costituisce un’alternativa free a, per esempio, photoshop, programma a pagamento di Adobe.

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Qualcuno si chiederà perchè inizio a parlare di informatica. Cosa unisce Ubuntu alla psicologia?

“Ubuntu” è una parola africana che ha un significato molto particolare. Riporto di seguito un’immagine trovata in rete, molto chiara ed esaustiva:

“Io sono perchè noi siamo” è un concetto che si riferisce strettamente al tipo di cultura di riferimento, che può essere individualista come quella europea e americana (non dimentichiamo mai che gli americani, come anche gli australiani, sono i discendenti dei coloni europei), oppure collettivista, come in Africa e in Asia.

In occidente l’individuo è concepito come un essere autonomo, libero, indipendente, padrone del suo destino e della sua fortuna; vi è molta competizione e le persone “lottano” per emergere e avere successo, ricchezza e stima.

Le culture non occidentali, definite collettiviste, mettono in risalto valori diversi: la responsabilità comunitaria, l’accettazione dell’autorità, il sostegno e l’utilità sociale.

Usando queste due piccole definizioni come degli occhiali, il racconto dell’antropologo assume senso e significato. Ogni vantaggio che si può avere (il cesto di frutta), è utile per l’intero gruppo, non solo per il singolo.

Inoltre si tratta di culture in cui la malattia e la disabilità vengono prese in carico in modo diverso rispetto all’occidente; sono maggiormente improntati all’inclusione e a mantenere  gli individui utili e attivi all’interno della società.

Concludo con un video simpatico, che forse farà riflettere più di tante parole. Non a caso si parla del lavoro di gruppo: quando uno dei membri è in pericolo, tutti si mobilitano per salvare… il gruppo stesso. La forza del gruppo è una ricchezza creativa e preziosa, a qualsiasi livello.

Fonti:
Triadis (1988)
Linn & Kleinman (1988)
Fischer (2002)

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Festival della Psicologia 2016: la fiducia

Dal 31 marzo al 3 aprile 2016 a Torino ritorna il Festival della Psicologia (di cui ho già parlato recentemente QUI). Il tema di quest’anno è la fiducia.

Il Festival, organizzato dall’Ordine degli Psicologi del Piemonte, è pubblico e aperto alla cittadinanza, ha scopo divulgativo e vuole avvicinare la psicologia alla gente. Per far ciò, sono previste diverse attività: workshop, dibattiti, laboratori creativi di psicodramma e danzaterapia… in cui si parla di fiducia, declinata secondo tematiche di attualità, ad esempio gelosia e crimine, disabilità, la religione e altri, ma anche in momenti di spettacolo.

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Questo è il sito internet del Festival http://psicologiafestival.it/edizione-2016/ che potete trovare anche su facebook all’indirizzo http://www.facebook.com/psicologiafestival
Sul sito potete trovare il programma dettagliato di queste quattro giornate e la possibilità di prenotarsi agli eventi, che ricordo essere gratuiti.

E sulla fiducia, che dire?
Riporto le parole di Alessandro Lombardo, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte:
«La Fiducia è quel sottile collante che lega ogni cosa e che, in sua assenza, non permette legami se non permeati dalla paura, o dal sospetto. L’opposto della fiducia non è la sfiducia, ma la paura. Costruire fiducia è quindi il vero modo di prendersi cura. A cominciare dalla madre con i propri figli, luogo primario della fiducia, in poi»

Buon divertimento!

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Questione di Autostima

L’autostima è una componente specifica della rappresentazione di Sè e si definisce come “l’insieme dei giudizi valutativi che il soggetto dà di se stesso” (Dizionario di Psicologia dello Sviluppo, a cura di Silvia Bonino, 1997).
L’idea che ognuno ha di sè ha il potere di influenzare il successo personale e il proprio grado di benessere.

Questo concetto, inoltre, è strettamente legato alla cosiddetta “profezia che si autoavvera”: tipico è l’esempio di chi, dovendo sostenere una prova, pensa di non potercela fare; in questo caso l’impegno messo in campo sarà minore, dal momento che il soggetto pensa di non avere chances, e questo determinerà una effettiva minore probabilità di riuscita. A sua volta il risultato negativo non farà che aumentare, in modo circolare, bassi livelli di autostima.
Per fortuna, è possibile anche l’effetto uguale ma opposto: un individuo con alta autostima e fiducia in sè stesso penserà di poter raggiungere i suoi obiettivi e adopererà tutte le sue energie per riuscirci; questo aumenterà le effettive probabilità di successo e un risultato positivo andrà a rinforzare la sua autostima.

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La paura di prendere brutti voti… non permette di andare a scuola a prenderne di belli!

L’ autostima inizia a svilupparsi nel bambino molto piccolo: negli anni prescolari, ad esempio, può intervenire il rinforzo dei genitori, per cui il bambino sa di essere in grado di fare determinate cose e di essere amato e accettato; successivamente, il contesto sociale e il rapporto con i coetanei influenzeranno e declineranno l’autostima in abilità scolastiche, di relazione, fisiche ecc.
Nell’adulto, infatti, l’autostima è differenziabile in relazione a diverse aree, quali il successo lavorativo, la qualità dei rapporti sociali e familiari, aspetto fisico e abilità sportive, capacità intellettuali.

Vorrei concludere questo breve articolo senza troppe parole, lasciando invece una suggestione e uno spunto per riflettere… e per sorridere.
Una piccola scena del film Forrest Gump, che sia un augurio per non abbattersi mai e lasciare tutti a bocca aperta.

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Week end nella natura “La sostenibile leggerezza del Ben-Essere”

Con molta gioia comunico che, nel week end del 12-13 marzo 2016, co-condurrò un gruppo, insieme alla collega Elisabetta Ranghino, alla ricerca del relax e del benessere; anzi, del ben-essere.

L’evento, di natura residenziale, si terrà presso una struttura convenzionata Legambiente, nella splendida e poco conosciuta natura del Biellese. Il programma prevede l’apprendimento degli esercizi base del training autogeno, momenti di riflessione attraverso la rappresentazione scenica circa le proprie strategie di gestione dello stress e delle emozioni, e momenti a contatto con la natura.

Per maggiori informazioni rimando a Destinazione Biella, che molto gentilmente si occupa di pubblicizzare l’evento, o alla pagina facebook dedicata.

Se foste interessati, contattemi al numero 333 149 65 39 oppure all’indirizzo e-mail torinopsico@gmail.com

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