Regole e capricci

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Un bambino nasce senza un passato, senza esperienze. Il suo sviluppo fisiologico va di pari passo con quello cognitivo e sociale. Uno dei compiti dei genitori, una cosa che solo loro possono fare, è dargli LA REGOLA.

Questo non significa essere tiranni, bensì di riuscire a fornire a chi non li ha dei BINARI, che siano linee guida e confine, su cui il bambino può iniziare a strutturare le sue esperienze nel mondo, specialmente quelle relazionali.

genitori-figli

Se questo concetto non è ben chiaro nella mente dei genitori, se temono di incarnare dei tiranni, o di non dare abbastanza al figlio, o se hanno timore di non essere amati da lui, allora la genitorialità può vacillare. Chiaro che esiste anche il caso opposto, in cui il genitore davvero può essere “castrante” ed eccessivamente rigido.

Dare la regola a un bambino significa dargli le conoscenze e gli strumenti per muoversi nel mondo. Una delle parole più utili e più ricercate da bambini e adolescenti, è anche quella più difficile da dire per un genitore: “NO”.

gestionecapricci
Può succedere che i capricci più disperati non significhino altro che questo: dimmi di NO, mostrami il limite, mi sono perso.
Un bambino che si sente dire troppi SÌ corre il rischio di trasformarsi in un bambino tirannico.

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