Festival della Psicologia 2016: la fiducia

Dal 31 marzo al 3 aprile 2016 a Torino ritorna il Festival della Psicologia (di cui ho già parlato recentemente QUI). Il tema di quest’anno è la fiducia.

Il Festival, organizzato dall’Ordine degli Psicologi del Piemonte, è pubblico e aperto alla cittadinanza, ha scopo divulgativo e vuole avvicinare la psicologia alla gente. Per far ciò, sono previste diverse attività: workshop, dibattiti, laboratori creativi di psicodramma e danzaterapia… in cui si parla di fiducia, declinata secondo tematiche di attualità, ad esempio gelosia e crimine, disabilità, la religione e altri, ma anche in momenti di spettacolo.

12803276_1009354252471048_7666773221819337571_n

Questo è il sito internet del Festival http://psicologiafestival.it/edizione-2016/ che potete trovare anche su facebook all’indirizzo http://www.facebook.com/psicologiafestival
Sul sito potete trovare il programma dettagliato di queste quattro giornate e la possibilità di prenotarsi agli eventi, che ricordo essere gratuiti.

E sulla fiducia, che dire?
Riporto le parole di Alessandro Lombardo, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte:
«La Fiducia è quel sottile collante che lega ogni cosa e che, in sua assenza, non permette legami se non permeati dalla paura, o dal sospetto. L’opposto della fiducia non è la sfiducia, ma la paura. Costruire fiducia è quindi il vero modo di prendersi cura. A cominciare dalla madre con i propri figli, luogo primario della fiducia, in poi»

Buon divertimento!

Questione di Autostima

L’autostima è una componente specifica della rappresentazione di Sè e si definisce come “l’insieme dei giudizi valutativi che il soggetto dà di se stesso” (Dizionario di Psicologia dello Sviluppo, a cura di Silvia Bonino, 1997).
L’idea che ognuno ha di sè ha il potere di influenzare il successo personale e il proprio grado di benessere.

Questo concetto, inoltre, è strettamente legato alla cosiddetta “profezia che si autoavvera”: tipico è l’esempio di chi, dovendo sostenere una prova, pensa di non potercela fare; in questo caso l’impegno messo in campo sarà minore, dal momento che il soggetto pensa di non avere chances, e questo determinerà una effettiva minore probabilità di riuscita. A sua volta il risultato negativo non farà che aumentare, in modo circolare, bassi livelli di autostima.
Per fortuna, è possibile anche l’effetto uguale ma opposto: un individuo con alta autostima e fiducia in sè stesso penserà di poter raggiungere i suoi obiettivi e adopererà tutte le sue energie per riuscirci; questo aumenterà le effettive probabilità di successo e un risultato positivo andrà a rinforzare la sua autostima.

AAEAAQAAAAAAAAILAAAAJGFlZjE5NDFiLTgxMzQtNDZkMS05MDVhLTQ5Mzk5MWM1YjJiMA
La paura di prendere brutti voti… non permette di andare a scuola a prenderne di belli!

L’ autostima inizia a svilupparsi nel bambino molto piccolo: negli anni prescolari, ad esempio, può intervenire il rinforzo dei genitori, per cui il bambino sa di essere in grado di fare determinate cose e di essere amato e accettato; successivamente, il contesto sociale e il rapporto con i coetanei influenzeranno e declineranno l’autostima in abilità scolastiche, di relazione, fisiche ecc.
Nell’adulto, infatti, l’autostima è differenziabile in relazione a diverse aree, quali il successo lavorativo, la qualità dei rapporti sociali e familiari, aspetto fisico e abilità sportive, capacità intellettuali.

Vorrei concludere questo breve articolo senza troppe parole, lasciando invece una suggestione e uno spunto per riflettere… e per sorridere.
Una piccola scena del film Forrest Gump, che sia un augurio per non abbattersi mai e lasciare tutti a bocca aperta.