L’attacco di Pan…ico

Cosa sono gli attacchi di panico? In sintesi, manifestazioni di ansia molto intense, accompagnate da sintomi fisici di malessere, perdita di contatto con la realtà e senso di morte imminente. Quando il senso di angoscia che ci fa dire “mi sento morire” si manifesta attraverso il corpo, si può incorrere in un attacco di panico.

Possono essere ricorrenti e spingere chi ne soffre a isolarsi, a non uscire di casa, interrompere attività quotidiane e di routine. Può accadere, in occasione di attacchi di panico accompagnati da sintomi fisici molto forti, di ritrovarsi in pronto soccorso, certi di stare male, molto male. E in effetti è così, soltanto che si tratta di sintomi causati dall’ansia e non di ansia derivante da una patologia organica.

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La parola panico ha origine dal nome del dio Pan, un fauno dall’aspetto spaventoso con zampe e corna caprine, divinità della natura, dei pascoli, dei campi e delle greggi; ha un’indole selvaggia, segue gli istinti ed è solito molestare le ninfe nella foresta, comparendo improvvisamente.
Impetuoso e violento, sembra arrivare senza una ragione, e improvvisamente, come è venuto, se ne va. Così si sentivano le ninfe, così si sente chi ha sperimentato un attacco di panico.
Ma il nome “attacco di panico” deriva da una caratteristica particolare del dio, ovvero l’urlo di pan, capace di lasciare i nemici in uno stato di terrore, semisvenuti e spossati, immobilizzati e incapaci di prendere decisioni.

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Perchè si manifesta un attacco di panico? Forse colpisce chi vive contro (la propria) natura, chi è troppo controllante? Il dio viene a ricondurre su sentieri altri, più connessi ai nostri istinti, bisogni e desideri?
Pan è figlio di Ermes, il messaggero degli dei: allora forse il comportamento di Pan quando ci possiede rivela un senso, un messaggio?
Questa divinità stupra e spaventa, ma al tempo stesso può salvare, in accordo con la psicologia analitica di Jung che prevede l’integrazione e la compresenza degli opposti; in Amore e Psiche di Apuleio, quando Psiche tenta il suicidio gettandosi nel fiume, la fanciulla incontra Pan che la dissuade e le suggerisce un modo diverso di agire.

L’attacco del dio Pan, in breve, chiede a gran voce di essere ascoltato.

Dove conduce questo cammino nella foresta, dipende caso per caso, ma la destinazione è sempre la stessa: una ritrovata armonia con l’anima.

L’amore non fa rumore?

“L’amore non fa rumore” è una delle frasi che lampeggiano su Torino fra le luci d’artista. Questo Natale, è stata appesa proprio qui vicino, nel quartiere Santa Rita, più precisamente proprio davanti alla chiesa che dà il nome al quartiere.

Non ho resistito alla tentazione di fotografare queste luci, ancora spente, ma colorate dal rosa di un romantico tramonto.

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Ma… l’amore non fa rumore?

Diventa assordante il fruscìo delle ali di farfalla che battono nello stomaco.

Il cuore, nel petto, rimromba come un tuono.

Il sangue nelle vene corre più veloce, la pulsazione aumenta in un crescendo di tamburi.

Non senti anche tu scricchiolare ogni singolo osso del tuo braccio, quando lo allunghi per dare una carezza?

Nel silenzio dei pensieri, che spariscono per far spazio all’emozione, il vuoto tra il mio orecchio destro e il sinistro si riempie di sinfonie. Il mio amore è sempre stato molto rumoroso.

Che rumore fa il vostro amore?

Se qualcuno ha piacere di rispondere con un commento, il prossimo post su questo blog sarà dedicato a queste risposte, per parlare in modo più approfondito proprio dell’Amore, dalla vostra prospettiva. Grazie.

Che Stress!

Oggi vorrei parlare di stress e andare un pò… controcorrente.

Molti già sapranno che Selye a partire dal 1936 ha studiato lo stress e osservato le reazioni che abbiamo per fronteggiarlo; si parla in questo caso di sindrome generale di adattamento.

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Lo stress infatti non deve venire connotato in termini sempre negativi, può costituire per noi una importante attivazione, permettendoci di essere più attenti e vigili; mi riferisco ad esempio alla famosa reazione attacco o fuga di fronte a un pericolo, o al fatto che un certo livello di ansia, per uno studente, è utile a superare meglio un esame.

In questo modo possiamo fronteggiare al meglio gli ostacoli della vita e adattarci agli imprevisti. Come una pianta che si modifica in risposta alla siccità, come il giunco che nella tempesta si piega per il vento, ma non si spezza.

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Lo stress diventa negativo quando è eccessivo e invece di costituire una spinta a reagire, sia che si tratti della lotta o della fuga, finisce per bloccarci e farci stare male; si pensi in questo caso al burn out, una sindrome che si sviluppa nelle professioni soggette ad elevati livelli di stress.

Una cosa che però è davvero curiosa e di cui nessuno parla, si riferisce al fatto che l’evento stressante, il cosiddetto “pericolo”, è molto soggettivo.

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Non solo uno stesso evento può essere avvertito in modo opposto da due persone diverse (es: una apparentemente piacevole gita al mare o in piscina di un gruppo di amici può essere considerata estremamente stressante e persino spiacevole… dalla persona del gruppo che non sa nuotare!), ma addirittura gli eventi che culturalmente e socialmente hanno un carattere positivo, di fatto possono generare un forte stress.

Quest’ultima considerazione è quella che va davvero controcorrente. Alcuni esempi si possono vedere nell’immagine seguente, tratta da una scala di eventi stressanti, in cui il massimo evento stressante è la morte del coniuge, con un valore di 100.

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Eventi molto positivi come il matrimonio e la gravidanza hanno valori di stress molto alti, 50/100 e 40/100, e sono vicini ad altri decisamente negativi come il licenziamento, incidente o malattia personale, problemi di natura sessuale.

Concludendo: dallo psicologo ci vanno solo i pazzi, o le persone molto sfortunate?

A volte, no: anche una persona che stia vivendo un momento a lungo ricercato e voluto, può essere molto stressata e rischiare di non vivere la meritata felicità, a causa semplicemente dei cambiamenti grandi e spesso inaspettati che questo porta con sè.

Week end nella natura “La sostenibile leggerezza del Ben-Essere”

Con molta gioia comunico che, nel week end del 12-13 marzo 2016, co-condurrò un gruppo, insieme alla collega Elisabetta Ranghino, alla ricerca del relax e del benessere; anzi, del ben-essere.

L’evento, di natura residenziale, si terrà presso una struttura convenzionata Legambiente, nella splendida e poco conosciuta natura del Biellese. Il programma prevede l’apprendimento degli esercizi base del training autogeno, momenti di riflessione attraverso la rappresentazione scenica circa le proprie strategie di gestione dello stress e delle emozioni, e momenti a contatto con la natura.

Per maggiori informazioni rimando a Destinazione Biella, che molto gentilmente si occupa di pubblicizzare l’evento, o alla pagina facebook dedicata.

Se foste interessati, contattemi al numero 333 149 65 39 oppure all’indirizzo e-mail torinopsico@gmail.com

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