Uncategorized

Elementi junghiani nel libro La bussola d’oro

Nei giorni scorsi, dopo tanti anni, ho riletto la trilogia de La bussola d’oro di di Philip Pullman, chiamata Queste oscure materie, e ho trovato, con la conoscenza di oggi, numerosi elementi di ispirazione junghiana!

No, in questi libri fantasy non si parla esplicitamente di psicologia, nรจ della psicologia del profondo di Carl Gustav Jung, ma in altre vesti ci sono concetti assolutamente junghiani: il daimon, animus e anima, l’IChing, l’ Ombra.

L’aletiometro, ovvero la bussola d’oro

IL DAIMON

La protagonista, la giovane Lyra Belacqua, vive in un universo parallelo in cui ogni persona nasce con un daimon, un compagno animale unico e per la vita, che ha caratteristiche peculiari e di animale ha solo la forma fisica.

Il daimon รจ l’anima stessa dell’individuo che assume forma fisica e interagisce con l’individuo e nel mondo. Quando si รจ bambini, fino alla pubertร , il daimon ha il potere di cambiare forma, non รจ stabile: Pantalaimon, il daimon di Lyra, assume moltissime sembianze, dalla falena al dragone, e questo perchรจ la personalitร  nell’etร  evolutiva รจ in costruzione, si sperimenta, si gioca.

Pantalaimon parla con Lyra

ANIMUS E ANIMA

L’unica caratteristica che รจ sempre stabile nei daimon perรฒ รจ il genere: รจ comune che i maschi abbiano un daimon femmina e le femmine un daimon maschio. Nel libro attraverso un dialogo si esplicita questa osservazione e si dice che sono rarissimi i casi in cui una persona e il suo daimon siano dello stesso genere. Questo richiama prepotentemente i concetti di Animus e Anima di Jung, ovvero l’idea che caratteristiche del femminile siano presenti nel maschio biologico e viceversa. L’Anima in un uomo puรฒ manifestarsi come sensibilitร  e capacitร  di prendersi cura, mentre l’Animus di una donna puรฒ essere quella forza, quel piglio nell’affrontare situazioni e decisioni difficili (nelle fiabe, a volte il principe stesso gioca simbolicamente questo ruolo ed รจ inteso come la capacitร  della donna di tirarsi fuori dai guai).

Durante l’adolescenza, il daimon assume una forma stabile, e questo permette di sapere che tipo di persona sei. Riporto un dialogo fra un marinaio e Lyra:

-[โ€ฆ] Prendi la mia Belisaria. Lei รจ un gabbiano, e questo vuol dire che sono una specie di gabbiano anch’io. Non sono grandioso e splendido, e neppure particolarmente bello, ma sono un vecchio tipo coriaceo, e posso sopravvivere dovunque [โ€ฆ] E questa รจ una cosa che vale la pena sapere, altrochรจ. Cosรฌ, quando il tuo daimon si stabilizzerร , tu saprai che tipo di persona sei.

-Ma, e se il tuo daimon si stabilizza in una forma che non ti piace?

-Be’, diventi uno scontento, non ti pare? A un sacco di gente piacerebbe avere per daimon un leone, e vanno a finire con un barboncino. E fino a quando non imparano a essere soddisfatti di quello che sono, sono destinati a rimanere degli irrequieti [โ€ฆ]

Tornando al nostro universo, per gli antichi greci il daimon era una realtร  psichica, che viveva in intimitร  con noi e poteva trasmettere messaggi o impulsi attraverso i sogni: ne parla James Hillman nel libro Il codice dell’anima. Nel mito di Er compaiono demoni che sono rappresentazioni del destino dell’individuo, effimere rappresentazioni, compagni d’anima, che agiscono come promemoria e ci ricordano chi siamo.

Jung stesso nel suo libro Ricordi, sogni, riflessioni, afferma di aver sviluppato la psicologia analitica perchรจ stretto dalla morsa del daimon: una forza reale, che muove all’azione, ma sfugge al controllo della coscienza. Puรฒ svolgere la funzione di mediatore fra l’io e l’inconscio e muove le forze creative dell’uomo; ha a che fare con il concetto di vocazione.

I CHING

Nel terzo volume della trilogia siamo nel nostro mondo e compare l’I Ching: si tratta della piรน antica pratica divinatoria a noi pervenuta e si chiama Libro dei mutamenti, poichรจ parla del divenire e del cambiamento. Nel testo oracolare dell’I Ching sono presenti 64 figure che rappresentano dei responsi che possono essere combinati in modo potenzialmente infinito, e interpretare l’I Ching significa porre attenzione alle proprie immagini interiori. Jung รจ stato molto affascinato da questo testo e nel 1949 scrisse la prefazione della prima edizione in inglese.

Nei libri de La bussola d’oro troviamo una scienziata che interroga e interpreta l’I Ching per aiutare Lyra, e il lettore sa che il processo divinatorio ha lo stesso funzionamento dell’aletiometro: a muovere i bastoncini di achillea sono le stesse forze che agiscono sulle lancette della bussola d’oro, ovvero la Polvere o le Ombre che danno il nome alla trilogia (Queste oscure materie).

L’OMBRA

Le Ombre sono minuscole particelle dotate di consapevolezza, nate con gli esseri umani e che ne guidano il destino, andando contro l’ordine costituito. Jung invece parla di Ombra, e mi chiedo se sia paragonabile come concetto a quello di materia oscura: in entrambi in casi in fondo abbiamo una consapevolezza oscura, che di nuovo sfugge al controllo dell’io.

L’Ombra รจ qualcosa che รจ comune a tutti: un lato oscuro, qualcosa che generalmente provoca fastidio ed รจ rinnegato, non visto. In Psicoterapia arrivare al confronto con l’Ombra รจ un compito cruciale: l’Ombra deve essere vista, riconosciuta. E’ un compito ingrato e sgradito, ma puรฒ portare a una vera rivoluzione interna.



Tanto ci sarebbe ancora da dire sui simboli e sugli archetipi, ma ho preferito fare una panoramica sintetica e focalizzarmi su uno degli aspetti piรน interessanti dei libri della Bussola d’oro, ovvero il daimon.

Alla fine Lyra cresce, diventa una adolescente e il suo daimon si stabilizza, diventando… chi ha letto i libri lo sa, per gli altri non faccio spoiler.

Per quanto sia bella e poetica l’immagine dei daimon, la fortuna di non averne uno รจ che cosรฌ si puรฒ lavorare su di sรจ, e aggiungere una criniera ai nostri barboncini (interiori), fino a vederci trasformati: perchรจ siamo come decidiamo di essere.

Una psicologia che ci mette la faccia

Ho iniziato a divulgare corrette informazioni sulla salute psicologica, la psicologia di Jung e il lavoro sui sogni.

Se mi vuoi conoscere o sostenere il mio progetto, questi sono i canali che utilizzo maggiormente:

  • BLOG sul sito torinopsico.com
  • INSTAGRAM per divulgare contenuti “a voce” attraverso l’utilizzo delle stories
  • FACEBOOK per informare sugli eventi e i workshop che organizzo

Cerchiamo di creare insieme un mondo virtuale buono e sostenibile.

Grazie!

Uncategorized

Il ciglio del lupo

Questo รจ una breve storia dedicata alle donne, e a quegli uomini che proprio le donne non riescono a capirle anche se vorrebbero, ma anche agli uomini che invece si sentono molto vicini alla sensibilitร  del femminile.

 

C’era una volta, e c’รจ ancora, ma giร  mentre scrivo non รจ piรน la stessa, una donna-lupo.

Questa lupa per molti anni รจ stata abilmente travestita in forma umana, salvo tradirsi nelle notti di luna piena, quando il richiamo della natura selvaggia รจ troppo forte.

Nel resto del tempo brancolava (e che verbo meraviglioso รจ mai questo, per indicare il viaggio dei lupi, animali che abitano nel branco) nel buio delle ombre della foresta.

La natura del lupo รจ giocosa, ma mordace; si tratta di un animale leale, monogamo, coraggioso e dedito alla cura dei piccoli. Si potrebbe dire che il lupo รจ legato alla famiglia, ma anche che sia simbolo della fiducia.

donna e lupo pandora

Forse prima ti ho spaventato parlando di natura selvaggia, termine che di per sรจ potrebbe richiamare ciรฒ che รจ incontrollato, e quindi pericoloso. In realtร  la donna-lupo non cerca altro che vivere una vita naturale, nella sua integritร .

Questa lupaย  sta imparando il significato del femminile, della forza necessaria ad essere portale di vita-morte-vita. Tra gli esseri umani non insegnano ad essere creature insieme guerriere e accoglienti, mancano i riti per la vita e per la morte, le donne non si tramandano piรน i loro segreti sul corpo, sugli uomini e sui sogni.

Perchรจ sono proprio le donne a correre coi lupi? Perchรจ sono creature intrinsecamente connesse, legate a ciรฒ che รจ onirico, notturno e ombroso. A ciรฒ che รจ istintuale, al sentire, che sia col cuore, con i sensi o con l’intuizione.

Alla donna-lupo, quando รจ giovane e inesperta, manca la saggezza. Deve andare a pungersi il naso con i ricci, impiastricciare le zampe nel fango, correre fino a perdersi, per imparare qualcosa sul mondo, ma soprattutto per imparare a fidarsi del suo sentire.

 

Ma una storia ne chiama un’altra, e cosรฌ di seguito riporto “Il ciglio del lupo”, inserito da Clarissa Pinkola Estes nel suo Donne che corrono coi lupi.

 

โ€œNon andare nel bosco, non uscireโ€œ, dissero. โ€œE perchรฉ no? Perchรฉ non dovrei andare nel bosco stasera?โ€ domandรฒ lei.
โ€œCโ€™รจ un lupo grande grande che mangia le creature come te. Non andare nel bosco, non andare. Diciamo sul serio.โ€
Naturalmente, lei uscรฌ. Se ne andรฒ comunque nel bosco e, ovviamente, incontrรฒ il lupo, proprio come le avevano detto.
โ€œHai visto? Te lโ€™avevamo dettoโ€ osservarono soddisfatti.
โ€œQuesta รจ la mia vita, e non una favola, stupidi che non siete altroโ€œ, disse lei.
โ€œIo devo andare nel bosco, devo incontrare il lupo, altrimenti la mia vita non avrร  mai inizio.โ€

Ma il lupo che incontrรฒ aveva una zampa imprigionata nella trappola. โ€œAiutami, oh, aiutami! Ahi, Ahiiii!โ€ urlava. โ€œAiutami, oh, aiutami! Ti darรฒ la giusta ricompensa.โ€
Perchรฉ cosรฌ si comportano i lupi in racconti di questo genere. โ€œCome posso essere sicura che non mi farai del male?โ€ chiese lei. Stava a lei porre domande.
โ€œCome faccio a sapere che non mi ucciderai e non lascerai di me le ossa soltanto?โ€ โ€œDomanda sbagliataโ€œ, ribattรฉ il lupo. โ€œDevi soltanto credere alla mia parola.โ€ E riprese a urlare e a gemere e a lamentarsi.
โ€œOh, ahiiiii!Ahiiiii!Ahiiiii! Cโ€™รจ una sola domanda che vale la pena porre, cara ragazza. Oh Ahiiiii!โ€

โ€œSenti lupo, correrรฒ il rischio. Ecco qua!โ€ e fece scattare la trappola, e il lupo tirรฒ fuori la zampa e lei gliela fasciรฒ con erbe e foglie. โ€œAh, grazie, cara ragazza, grazie milleโ€, sospirรฒ il lupo.
E siccome lei aveva letto troppi racconti del tipo sbagliato, si mise a gridare: โ€œAvanti, ora uccidimi pure, e finiamola con questa faccendaโ€. E invece no, non andรฒ affatto cosรฌ.
Il lupo le posรฒ la zampa sul braccio. โ€œSono un lupo di un altro tempo e di un altro luogoโ€, affermรฒ.
E, strappatosi dallโ€™occhio un ciglio, glielo porse dicendo: โ€œUsalo, e sii saggia. Dโ€™ora in poi saprai chi รจ buono e chi tanto buono non รจ. Guarda semplicemente con i miei occhi, e vedrai con chiarezza.
Per avermi lasciato vivere, ti permetto di vivere in modo che non si รจ dato mai. Rammenta, cโ€™รจ unโ€™unica domanda che valga la pena porre, cara ragazza: dovโ€™รจ lโ€™anima?โ€

E cosรฌ se ne tornรฒ al villaggio, felice di aver salva la vita.
E questa volta quando dissero: โ€œResta qui come mia sposaโ€, oppure โ€œFร  come ti dicoโ€, o โ€œDรฌ quel che ti dico di dire, e resta una pagina bianca come il giorno in cui sei venutaโ€, prendeva il ciglio del lupo e attraverso quello guardava e vedeva i loro moventi quali mai li aveva visti prima.
E la prima volta che il macellaio pesรฒ la carne, lei guardรฒ attraverso il ciglio del lupo e vide che pesava anche il suo pollice.
E guardรฒ il suo corteggiatore che disse: โ€œVado cosรฌ bene per teโ€, e vide che non andava bene per niente al mondo. E cosรฌ, e in tanti altri modi ancora, fu salvata, non da tutte ma da molte sventure.
Inoltre, con questa capacitร  nuova, non soltanto vide lโ€™infido e il crudele, ma iniziรฒ a crescere immensa di cuore, perchรฉ guardava ogni persona e la soppesava in modo nuovo attraverso il dono del lupo che aveva salvato.

E vide quelli davvero gentili, e a loro si avvicinรฒ, trovรฒ il suo compagno, e rimase con lui per tutti i giorni della sua vita, seppe distinguere i coraggiosi, e a loro si avvicinรฒ, comprese le persone leali, e a loro si accostรฒ, vide lo smarrimento sotto la collera, e si affrettรฒ ad alleviarla, vide amore negli occhi dei timidi, e a loro si avvicinรฒ, vide la sofferenza sulle labbra tirate, e ne corteggiรฒ il riso, vide il bisogno nellโ€™uomo senza parole, e per lui parlรฒ, vide la fede in profonditร  nella donna che diceva di non avere fede, e della sua fede si riaccese.
Ogni cosa vide con il suo ciglio di lupo, tutte le cose vere, e tutte quelle false, e quelle rivolte verso la vita, tutte le cose viste soltanto attraverso gli occhi di ciรฒ che pesa il cuore con il cuore, e non con la mente soltanto. Fu cosรฌ che apprese che รจ vero quel che si dice, che il lupo รจ il piรน saggio di tutti.

Se ascolti con attenzione, il lupo nel suo ululato sempre va ponendo la domanda piรน importante.
Non dove si troverร  il cibo, dove si svolgerร  il prossimo combattimento, nรฉ dove la prossima danza, ma la domanda piรน importante onde vedere dentro e al di lร  e soppesare il valore di tutto ciรฒ che vive:
โ€œDovโ€™รจ lโ€™anima? Dovโ€™รจ lโ€™anima?
Andate nel bosco, andate. Se non andate nel bosco, nulla mai accadrร , e la vostra vita non avrร  mai inizio. Andate nel bosco, andate. Andate nel bosco, andate.โ€

 

Questo รจ solo un esempio delle mille storie che raccontano come si diventa lupe. La Lei in questione, va nel bosco, decide di rischiareย  e di fidarsi del lupo, che altri non รจ se non la sua natura selvaggia. Lรฌ nel bosco, ne trova un pezzetto, un ciglio. E decide di usare quel frammento come una lente, per soppesare lo stato delle cose e la vita condotta fino a quel momento.

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Piccola gallery con alcuni disegni di Chiara Bautista

 

Con il tempo, con l’esperienza, anche sbagliando (poichรจ fu salvata da molte sventure, ma non da tutte), crebbe immensa di cuore, saggia… e nella sua nuova saggezza da lupa, si faceva delle domande, una in particolare era la piรน importante, quella che guidava il suo cammino: dov’รจ l’anima?

Di cosa si tratta, ditelo voi.

Buon viaggio.

Uncategorized

#LIBRO Psicosociologia della genitorialitร 

Da pochi giorni, a fine novembre 2017, con Golem Edizioni รจ uscito un libro, cui ho avuto il piacere di lavorare a piรน mani con molti colleghi, psicologi ma non solo: PSICOSOCIOLOGIA DELLA GENITORIALITA’.

Il progetto รจ nato lo scorso anno, quando era molto caldo il tema della gestazione per altri (GPA), e tra professionisti abbiamo sentito il bisogno di fare chiarezza su questo e altri aspetti legati alla genitorialitร  e alla famiglia, con un approccio multidisciplinare e integrato, ancorato ai capisaldi della letteratura quanto ai piรน recenti contributi della ricerca scientifica.

Il mio personale contributo si trova nel primo capitolo, in cui parlo di gravidanza “tra fantasia e realtร ”; non aggiungo altri spoiler a riguardo.

In poco meno di 300 pagine si trattano gli aspetti psicologici correlati alla gravidanza, si scopre come il feto vive nel suo mondo intrauterino, si osservano i cambiamenti che la nascita di un figlio comporta all’interno di ogni famiglia. E finalmente si dร  spazio anche al ruolo del padre, troppo spesso sottovalutato negli studi sulla famiglia in favore della diade madre-bambino. Il volume si conclude sui temi della maternitร  surrogata, della procreazione medicalmente assistita (PMA), delle famiglie adottive e affidatarie.

E se vi ho incuriosito, i ricavati andranno in beneficenza, al Centro Studi Hansel e Gretel di Moncalieri (TO). I refusi sono ancora tanti, ma tanta รจ anche la nostra emozione. Il libro si puรฒ acquistare presso la libreria Golem di Torino oppure su Amazon. Grazie.

23517751_190289611538633_6885673402839430924_n