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Appuntamenti di MAGGIO

Il mese di maggio 2019 sarร  ricco di gruppi ed eventi.

Tutti gli eventi, gratuiti o a pagamento, sono a numero chiuso ed รจ possibile partecipare previa iscrizione.

Per qualsiasi informazione รจ possibile contattarmi al numero 333.1496538 o per email su torinopsico@gmail.com, Grazie per l’attenzione!


  • Domenica 5 maggio 2019 – Pioltello (MI)

SESSIONE DI PSICODRAMMA JUNGHIANO “ANIME VIANDANTI”


  • Sabato 11 maggio 2019 – Torino

SESSIONE DI PSICODRAMMA JUNGHIANO “COME LE RONDINI”


  • Domenica 26 maggio 2019 – Torino

“IL FILO DELL’ANIMA” GIORNATA DI PSICODRAMMA, GRUPPI E CREATIVITA’

Una psicologia che ci mette la faccia

Ho iniziato a divulgare corrette informazioni sulla salute psicologica, la psicologia di Jung e il lavoro sui sogni.

Se mi vuoi conoscere o sostenere il mio progetto, questi sono i canali che utilizzo maggiormente:

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Cosa sono le sessioni aperte di psicodramma?

Chi mi segue, specialmente sui social, mi vede spesso organizzare o pubblicizzare sessioni aperte di psicodramma (condotte da me o da fidati colleghi). Ma di cosa si tratta?

COS’E’ LO PSICODRAMMA

LO PSICODRAMMA รจ un metodo d’azione in gruppo, ideato da Jacob Levi Moreno (1889-1974) negli anni venti del XX secolo e sviluppato da lui e la moglie Zerka Moreno (1917-2016). Nato in ambito clinico, oggi si declina in vari orientamenti teorici, ma puรฒ anche essere utilizzato in ambito educativo e formativo.

Il simbolo dello psicodramma: rappresenta l’incontro con l’altro, un abbraccio

Lo psicodramma inizialmente era un “teatro della spontaneitร ”: infatti consiste nel rappresentare, attraverso l’azione scenica, vicende e pensieri della vita personale e permette l’incontro con l’altro e il cambio di ruolo.

Il metodo di per sรจ รจ ludico, favorisce l’espressione spontanea per trovare soluzioni nuove e creative ed essere piรน flessibili di fronte agli accadimenti dell’esistenza; a trarre beneficio non รจ soltanto il protagonista che gioco la sua vicenda personale, ma l’intero gruppo, che รจ chiamato a partecipare e a osservare la scena.

Uno dei grandi effetti dello psicodramma infatti รจ la catarsi: l’intero gruppo puรฒ sentirsi parte del gioco e trovarsi a vivere (o a vedere rappresentate) situazioni che hanno a che fare con la vita di ognuno.

LO PSICODRAMMA CLASSICO

A New York, Moreno impiegรฒ lo psicodramma nel gruppo allargato, chiamato anche large group. Si trattava di un teatro di piazza che prevedeva la libera partecipazione di un gran numero di persone: non tutti conoscevano lo psicodramma, ma queste occasioni erano un modo per avvicinarsi ad esso.

Nelle dinamiche del large group tutti erano in qualche modo coinvolti nella scena e si creava un clima di buon umore e di euforia.

Il modello dello psicodramma moreniano

Arriviamo cosรฌ alle sessioni aperte di oggi, che sono un modo per continuare la tradizione di Moreno, creando occasioni libere di aderire a un gruppo e potersi avvicinare al metodo, fosse anche per una volta soltanto.

Non piรน nelle piazze, ma negli studi, le sessioni aperte di psicodramma hanno anche l’obiettivo di promuovere consapevolezza e benessere su piรน livelli: singolo, gruppo, comunitร .

โ€œUn incontro di due:

occhi negli occhi, volto nel volto.

E quando tu sarai vicino:

io coglierรฒ i tuoi occhi,

e li metterรฒ al posto dei miei,

e tu prenderai i miei occhi

e li metterai al posto dei tuoi.

Cosรฌ io guarderรฒ te con i tuoi occhi

e tu guarderai me con i miei.

Cosรฌ persino la cosa comune impone il silenzio

e il nostro incontro rimane la meta della libertร :

il luogo indefinito, in un tempo indefinito,

la parola indefinita per lโ€™uomo indefinito.โ€

J. L. Moreno

Se vi ho incuriositi, seguitemi o contattatemi per sapere quando sarร  la sessione aperta di psicodramma piรน vicina!

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13 reasons why: breve recensione

13.jpgCon molto ritardo mi accingo a scrivere qualche riflessione sulla serie Netflix Tredici, 13 reasons why. Perchรจ ne sto scrivendo cosรฌ tardi? Perchรจ per me รจ importante dare una lettura che non sia connotata da un giudizio di valore sulla serie o sul personaggio principale e i suoi comportamenti.

Tredici parla di una giovane ragazza americana di 17 anni, Hannah Baker, che si toglie tragicamente la vita e racconta in tredici episodi i motivi del suo gesto anticonservativo, portando allo scoperto i segreti e gli scandali del suo liceo, in particolare la serie tratta di bullismo e cyberbullismo, molestie e violenze sessuali.

Quello che mi colpisce della serie, al di lร  dei contenuti, รจ la reazione degli spettatori, che sembrano dividersi tra due poli opposti, chi la ama e chi la odia. Per cui รจ su questo aspetto che vorrei concentrarmi: perchรจ questa divisione netta, senza vie di mezzo?

CHI LA AMA

Mi sono documentata sulla rete, e provo a sintetizzare i motivi per cui alcune persone amano questa serie tv. Intanto, sembra che tecnicamente sia una buona serie, girata bene, con bravi attori, una bella fotografia, insomma รจ piacevole da vedere nel vero senso della parola. Altri motivi per cui piace รจ che tratta temi delicati e con cui non รจ difficile immedesimarsi, specialmente il bullismo. Chi ama Tredici probabilmente empatizza con la vittima, la protagonista Hannah, che si trova a vivere momenti di tristezza e/o spiacevoli, in cui si sente sola, esclusa, non capita e non considerata. Se amate Tredici e non siete d’accordo con la mia sintesi semplicistica, vi prego di lasciare un gentile commento.

Forse chi apprezza la serie ha a cuore che si parli di temi di attualitร  e che si prenda consapevolezza di alcune dinamiche che purtroppo possono capitare in adolescenza. Su questo punto, ho sentito/letto persone affermare che bullismo, suicidi e violenze sessuali sono assai comuni in adolescenza, e qui starebbe il valore di Tredici, come occasione per riflettere. Vorrei perรฒ fare alcune precisazioni:

  1. Sรฌ il bullismo e il cyberbullismo sono fenomeni che di per sรจ interessano le fasce infanzia e adolescenza. Molti progetti scolastici promossi dagli psicologi riguardano proprio la prevenzione o il trattamento del bullismo. In America il fenomeno รจ particolarmente presente e rilevante.
  2. Sรฌ i suicidi sono la seconda causa di morte in adolescenza, la prima รจ costituita dagli incidenti stradali. Ma il suicidio รจ un gesto estremo in cui intervengono diversi fattori di rischio, tra cui la psicopatologia, specialmente se i disturbi psichici sono non riconosciuti o non trattati. In generale i dati Istat (2012) presentano la fascia d’etร  piรน matura dai 45 anni in su come quella col numero assoluto (quindi non in termini percentuali) piรน alto di suicidi, e quella degli adulti e dei giovani adulti dai 25 ai 44 anni come la fascia che in termini assoluti (non valori relativi sul totale) compie piรน atti di tentato suicidio. E’ quindi riduttivo parlare di suicidio come di un fenomeno esclusivamente adolescenziale, come si puรฒ fare invece nel caso del bullismo.
  3. Molestie e violenze sessuali sicuramente interessano di piรน le giovani donne, e quindi sono presenti anche in adolescenza, ma la situazione รจ particolarmente complessa: Le donne separate o divorziate hanno subรฌto violenze fisiche o sessuali in maggiore misura rispetto alle altre (51,4% contro il 31,5% della media italiana) […] Analizzando i tassi della violenza fisica o sessuale subita negli ultimi 5 anni, sono le donne piรน giovani (fino a 34 anni), con tassi doppi rispetto alla media nazionale […]ย  tuttavia […] rispetto al 2006, per le donne fra i 16 e i 24 anni la violenza fisica o sessuale รจ in calo Per avere un quadro realmente esaustivo del fenomeno, invito a visionare le pagine Istat dedicate.

Queste specifiche servono a fare chiarezza sul panorama italiano, sicuramente diverso da quello americano cui la serie tv fa riferimento. Inoltre si tratta di aree talmente vaste, per cui bisogna ricordare che la vicenda presente in Tredici mostra solo una piccola parte delle problematiche sopra presentate: in sintesi, questa serie puรฒ essere un’occasione per creare consapevolezza, ma non deve essere un pretesto per generalizzare nรจ per banalizzare, o peggio ancora, giustificare.

tredici

CHI LA ODIA

Chi la odia, generalmente non sopporta neanche la protagonista Hannah Baker. E qui la situazione si fa spinosa, perchรจ nella serie tv ovviamente Hannah non si รจ comportata in modo efficace, tanto da arrivare ad agire l’atto anticonservativo per eccellenza. Il rischio รจ di banalizzare la sofferenza (seppure frutto di una fiction) senza comprendere che la serie mostra tutto ciรฒ che, in effetti, non si dovrebbe fare. Quindi รจ naturale che in alcuni la figura di Hannah provochi fastidio e rabbia. Inoltre il suicidio di per sรจ scatena questi sentimenti, non รจ sociamente accettabile, specialmente se riguarda la perdita di una persona giovane. Per chi volesse approfondire l’argomento del suicidio, consiglio il libro Il suicidio e l’anima di James Hillman.

Il personaggio di Hannah in particolare presenta forti ambivalenze e contraddizioni: vorrebbe essere “buona” e moralmente corretta e attenta, al di sopra dei luoghi comuni, ma i suoi comportamenti dimostreranno che la realtร  non รจ cosรฌ semplice e lineare. Hannah vorrebbe essere “al di sopra” di certe cose che sono importanti per i teenager americani come la bellezza, la popolaritร , la ricchezza e il successo accademico e/o sportivo, salvo poi posare come modella per il fotografo, fidanzarsi con un atleta, avere come migliore amica una cheerleader e, sostanzialmente, snobba l’altro protagonista della serie, l’amico Clay che รจ sempre stato innamorato di lei, a cui spesso rimarca che lui sia uno strano, diverso e un pรฒ (si puรฒ dire?) sfigato per il contesto in cui si trovano.

Inoltre Hannah assume in modo naturale il ruolo di vittima se non di vittima designata, quando invece avrebbe tutta una serie di risorse su cui contare, ma che non sfutta: รจ bella, รจ intelligente, ha una famiglia unita e che la ama, ha amici leali come Clay e Tony che perรฒ svaluta e a cui non chiede aiuto. Anche per questi motivi รจ un personaggio che fa arrabbiare.

PSICOPATOLOGIA DI TREDICI?

Dal momento che, come accennato prima, il fenomeno del suicidio in adolescenza puรฒ essere legato a fragilitร  intrinseche dell’etร , delle caratteristiche personali, del contesto di vita, ma anche una sofferenza psichica non riconosciuta o disturbi non trattati, mi รจ sorto il dubbio che il personaggio di Hannah presenti come fattore di rischio anche un aspetto di psicopatologia.

Oltre alle dinamiche presentate dalla serie tv, che non sono certo esempi di dinamiche sane (Hannah che non sa dire “No” o “Non รจ vero”, che scarica colpe e responsabilitร  solo all’esterno, cioรจ sugli altri, e non mette in atto comportamenti di auto-protezione, ecc), รจ proprio la reazione odio – amore del pubblico a confermare la mia teoria.ย  Si dice che davanti a una determinata struttura di personalitร , che non nominerรฒ per evitare fraintendimenti e auto-diagnosi, le reazioni degli altri siano o di amore, con senso di protezione e cura, o di odio, fastidio, rabbia. Senza vie di mezzo.

Il mio obiettivo in questo articolo non รจ fare diagnosi su Hannah, nรจ su altri personaggi. Tutti i fattori di rischio sopra citati non sono e non devono essere spiegazioni o motivazioni sul fatto che siano avvenuti certi fatti gravi nella storia: la responsabilitร  รจ sempre dell’aggressore. Nella fiction come nella vita reale. Questo รจ il vero messaggio che deve passare.

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Una fiaba per Halloween: la donna scheletro

In molti articoli ho giร  parlato delle fiabe e dell’importanza che rivestono per la psiche umana: fenomeni collettivi, sono rappresentazioni universali dei meccanismi di crescita della psiche.

Oggi รจ il 31 ottobre e torno con un articolo su Halloween, festa che tradizionalmente celebrava l’ultimo raccolto dell’anno e il passaggio alla stagione invernale, piรน buia e fredda, associata anche al mondo degli spiriti e dei morti. Si trattava quindi di un rito di passaggio.

La fiaba che vado a proporre non ha dirette connessioni con Halloween, se non per il fatto che parla di una donna scheletro e che ha a che fare col mondo degli spiriti. Si tratta di una fiaba Inuit, ambientata fra i ghiacci e racconta di una rinascita.

Aveva fatto qualcosa che suo padre aveva disapprovato, sebbene nessuno piรน rammentasse cosa. Il padre l’aveva trascinata sulla scogliera e gettata in mare. I pesci ne mangiarono la carne e le strapparono gli occhi. Sul fondo del mare, il suo scheletro era voltato e rivoltato dalle correnti.
Un giorno arrivรฒ in quella baia, dove un tempo andavano in tanti, un pescatore. L’amo del pescatore scese nell’acqua e si impigliรฒ nelle costole della Donna Scheletro. Pensรฒ il pescatore: “Ne ho preso uno proprio grosso!” Intanto pensava a quanta gente quel grosso pesce avrebbe potuto nutrire, a quanto sarebbe durato, per quanto tempo avrebbe potuto restarsene a casa tranquillo. E mentre stava cercando di tirare su quel gran peso attaccato all’amo, il mare prese a ribollire, perchรฉ colei che stava sotto stava cercando di liberarsi. Ma piรน lottava e piรน restava impigliata. Inesorabilmente veniva trascinata verso la superficie, con le costole agganciate all’amo.Il pescatore si era girato per raccogliere la rete e non vide la testa calva affiorare dalle onde, non vide le piccole creature di corallo che guardavano dalle orbite del teschio, non vide i crostacei sui vecchi denti d’avorio.
Quando si volse, l’intero corpo era salito in superficie e pendeva dalla punta del kayak.
“Ah!”, urlรฒ l’uomo, e il cuore gli cadde fino alle ginocchia, gli occhi per il terrore si nascosero in fondo alla testa, e le orecchie diventarono rosso fuoco. La gettรฒ giรน dalla prua con il remo, e prese a remare come un demonio verso la riva. Non rendendosi conto che era aggrovigliata nella lenza, era sempre piรน terrorizzato perchรฉ essa pareva stare in piedi e seguirlo a riva. Per quanto andasse a zig zag restava lรฌ dietro ritta in piedi e il suo respiro rovesciava sulle acque nuvole di vapore, e le braccia si lanciavano in acqua come per afferrarlo.
Alla fine l’uomo raggiunse il suo igloo, si lanciรฒ nella galleria, e a quattro zampe penetrรฒ all’interno. Ansimando e singhiozzando giacque nell’oscuritร , con il cuore che batteva come un tamburo. Finalmente al sicuro.

Ma quando accese la lampada all’olio di balena, eccola, lei era lรฌ, ed egli cadde sul pavimento di neve con un tallone sulla sua spalla, un piede sul suo gomito. Non seppe poi dire come fu, forse la luce del fuoco ne ammorbidiva i lineamenti, o forse perchรฉ era un uomo solo. Fatto sta che sentรฌ nascere come un sentimento di tenerezza, e lentamente allungรฒ le mani sudicie e prese a liberarla dalla lenza. “Ecco, ecco”, prima liberรฒ le dita dei piedi, poi le caviglie. E continuรฒ nella notte, e la coprรฌ di pellicce per tenerla al caldo. Cercรฒ la pietra focaia e accese il fuoco. Lei non diceva una parola – non osava – perchรฉ altrimenti quel cacciatore l’avrebbe presa e gettata agli scogli.
All’uomo venne sonno, scivolรฒ sotto le pelli e cominciรฒ ben presto a sognare. Talvolta, durante il sonno, una lacrima scivola giรน dall’occhio di chi sogna, quando c’รจ un sogno di tristezza o di struggimento. E questo accadde all’uomo. La Donna Scheletro vide la lacrima brillare nella luce del fuoco, e d’improvviso sentรฌ un’immensa sete. Si trascinรฒ accanto all’uomo addormentato e posรฒ la bocca su quella lacrima. Quell’unica lacrima era come un fiume, e lei bevve e bevve finchรจ la sua sete di anni non fu placata.
Frugรฒ nell’uomo addormentato e gli prese il cuore, il tamburo possente. Si mise a sedere e si mise a picchiare sui due lati del cuore. Mentre suonava si mise a cantare: “Carne, carne, carne!”. E piรน cantava piรน si ricopriva di carne. Cantรฒ per i capelli e per buoni occhi e per mani piene. Cantรฒ la linea tra le gambe, e il seno, abbastanza grande da trovarvi calore, e tutte le cose di cui una donna ha bisogno. E poi cantรฒ i vestiti, che si togliessero dal dormiente, e scivolรฒ nel letto con lui, pelle a pelle. Rimise il suo cuore nel suo corpo, e cosรฌ si risvegliarono stretti uno nelle braccia dell’altra, aggrovigliati dalla loro notte, in un altro mondo, bello e duraturo.

igloo

Questa fiaba รจ anche una metafora delle relazioni d’amore: l’incapacitร  di affrontare e sbrogliare la donna scheletro รจ una delle cause che fa fallire molte relazioni.
Quando da parte del pescatore avviene il ritrovamento accidentale del “tesoro”, ovvero la donna nella rete, egli trova molto piรน di quello che si sarebbe aspettato e non si rende conto che sarร  messo alla prova. Limitarsi a sognare l’amore perfetto รจ facile e c’รจ immobilitร  in questa condizione, come se fossimo dentro a un sogno a occhi aperti che puรฒ continuare all’infinito. Finchรจ qualcosa non cade nella rete; puรฒ essere anche qualcosa dalla forma insolita, che richiede di iniziare a riflettere sul da farsi. Come gli innamorati che all’inizio di una relazione cercano soltanto la novitร  e l’ eccitazione, cosรฌ il pescatore vuole semplicemente trovare di che nutrirsi.

Perchรจ l’uomo trova la donna scheletro? Perchรจ ogni cambiamento richiede una piccola morte, anche l’amore: passare da questa immobilitร  al fatto di sbrogliare la donna dalla sua rete richiede un sacrificio, rappresentato dallo scheletro.
Passare da essere soli alla coppia e poi dall’innamoramento all’amore, richiede di far morire qualche cosa: l’illusione, le aspettative, la bramosia di avere tutto e subito, il desiderio/fantasia di prendere solo il bello, il fatto di non dover pensare ad altro che a sรจ stessi. L’amore รจ movimento, paura, fatica: รจ una corsa verso l’igloo, per poi fermarsi, imparare a restare quando ogni cellula dice “scappa”, perchรจ in fin dei conti amare significa stare con.

Anche Halloween rappresenta un momento dell’anno di cambiamento, con l’arrivo del freddo e la “morte” dei campi, fino alla rinascita in primavera, seguendo il ciclo naturale di Vita-Morte-Vita.
Il potere trasformativo si vede anche nella storia, attraverso la lacrima e il cuore-tamburo.

La lacrima del pescatore scende nel momento in cui lui sente il proprio dolore e la propria solitudine, significa “ammetto la mia ferita”. Aprire il proprio cuore permette di vedere la propria ferita, toccarla, iniziare a vedere come questa ha condizionato la nostra vita fino a quel momento, e iniziare a curarla. Non รจ mai l’altro, il nostro oggetto d’amore, a guarirci, e non รจ giusto aspettarselo.

Il tamburo fatto con il cuore apre a uno stato di trance, รจ un richiamo e una meditazione profonda che apre a nuove consapevolezze e ci permette di amare appieno, senza riserve, senza sarcasmo nรฉ protezionismo. Quando un uomo come il pescatore dona tutto il suo cuore, egli diventa di una forza della natura ed รจ investito di poteri femminili, ovvero porta con sรจ i semi di una nuova vita, ed รจ cosรฌ che la donna scheletro si trasforma in un essere vivente.
Dice a riguardo Clarissa Pinkola Estes, che parla di questa fiaba nel suo libro Donne che corrono coi lupi: “il dono del corpo รจ uno degli ultimi delle fasi dell’amore, cosรฌ come dev’essere. Non accettate l’amante che subito vuole il corpo, insistete perchรฉ tutte le fasi si sviluppino. Fare l’amore รจ rimescolare spirito e carne, spirito e materia. Per amare dobbiamo fare l’amore con la strega”.

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Come nasce un laboratorio di storie: Scrittura-Azione

Qual รจ la storia di Scrittura-Azione?
Perchรจ รจ giusto che un laboratorio di storie, e che ne raccoglie tante, abbia la sua.

Inizia tutto a settembre 2017, quando io e Catia Gribaudo conduciamo, all’interno della rassegna Giornata delle ArtiXTutti, il laboratorio di scrittura autobiografica “Il cortile della mia infanzia”.

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Da gennaio ad aprile 2018 io, Catia e Martino facciamo partire la prima edizione del laboratorio Scrittura-Azione.
Si forma un gruppo di 10 persone, vitale e creativo. Anche nutriente: l’immagine dei pomodori ci accompagnerร  dal primo incontro.

Nel frattempo organizziamo un incontro aperto in cui incontriamo Carie; Andrea, Manuela e Paolo, membri della redazione, sono super gentili e disponibili e hanno finito per giocare e scrivere con noi. GUARDA QUI LE FOTO

Quasi un mese fa, Scrittura-Azione รจ tornato alla Giornata delle ArtiXTutti con un laboratorio a tema sulla Poesia, in cui abbiamo esplorato la ricchezza della parola e scritto una poesia di gruppo, in cui, come un segno del destino, sono tornati i nostri pomodori. GUARDA QUI LE FOTO

scrittura

E ora, eccoci qua. Ancora io e Catia, con gli stessi metodi di azione e interazione. Questa volta abbiamo un programma completamente diverso, diviso in tre moduli, e ricordo che รจ possibile partecipare solo a uno o due di questi.
Il nostro programma:

1ยฐ modulo IL ROMANZO DI FORMAZIONE

22 ott. Raccontami una storia
29 ott. Il viaggio dellโ€™Eroe
05 nov. โ€œNelle situazioni di crisi, allโ€™Eroe manca sempre la sua armaโ€

2ยฐ modulo IL POTERE DELLA PAROLA

12 nov. Formule magiche e altri Abracadabra
19 nov. Filastrocche e giochi da ragazzi
26 nov. Il potere dellโ€™amore nella poesia

3ยฐ modulo IDENTITAโ€™ E ALTERITAโ€™

03 dic. La maschera
10 dic. Gli altri siamo noi?
17 dic. Specchio delle mie brame

Per informazioni e iscrizioni, inviare una email a torinopsico@gmail.com

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L’attacco di Pan…ico

Cosa sono gli attacchi di panico?

In sintesi, manifestazioni di ansia molto intense, accompagnate da sintomi fisici di malessere, perdita di contatto con la realtร  e senso di morte imminente. Quando il senso di angoscia che ci fa dire “mi sento morire” si manifesta attraverso il corpo, si puรฒ incorrere in un attacco di panico.

Possono essere ricorrenti e spingere chi ne soffre a isolarsi, a non uscire di casa, interrompere attivitร  quotidiane e di routine. Puรฒ accadere, in occasione di attacchi di panico accompagnati da sintomi fisici molto forti, di ritrovarsi in pronto soccorso, certi di stare male, molto male. E in effetti รจ cosรฌ, soltanto che si tratta di sintomi causati dall’ansia e non di ansia derivante da una patologia organica.

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La parola panico ha origine dal nome del dio Pan, un fauno dall’aspetto spaventoso con zampe e corna caprine, divinitร  della natura, dei pascoli, dei campi e delle greggi; ha un’indole selvaggia, segue gli istinti ed รจ solito molestare le ninfe nella foresta, comparendo improvvisamente.
Impetuoso e violento, sembra arrivare senza una ragione, e improvvisamente, come รจ venuto, se ne va. Cosรฌ si sentivano le ninfe, cosรฌ si sente chi ha sperimentato un attacco di panico.
Ma il nome “attacco di panico” deriva da una caratteristica particolare del dio, ovvero l’urlo di pan, capace di lasciare i nemici in uno stato di terrore, semisvenuti e spossati, immobilizzati e incapaci di prendere decisioni.

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Perchรจ si manifesta un attacco di panico?

Forse colpisce chi vive contro (la propria) natura, chi รจ troppo controllante? Il dio viene a ricondurre su sentieri altri, piรน connessi ai nostri istinti, bisogni e desideri?
Pan รจ figlio di Ermes, il messaggero degli dei: allora forse il comportamento di Pan quando ci possiede rivela un senso, un messaggio?
Questa divinitร  stupra e spaventa, ma al tempo stesso puรฒ salvare, in accordo con la psicologia analitica di Jung che prevede l’integrazione e la compresenza degli opposti; in Amore e Psiche di Apuleio, quando Psiche tenta il suicidio gettandosi nel fiume, la fanciulla incontra Pan che la dissuade e le suggerisce un modo diverso di agire.

L’attacco del dio Pan, in breve, chiede a gran voce di essere ascoltato.

Dove conduce questo cammino nella foresta, dipende caso per caso, ma la destinazione รจ sempre la stessa: una ritrovata armonia con l’anima.

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